Il devil press è uno dei movimenti più impegnativi che un box può inserire in un WOD, e uno dei più facili da programmare male. Concatena un burpee con manubri e uno strappo sopra la testa in un’unica sequenza continua, il che lo rende uno strumento di condizionamento completo e, quando carico o volume non sono adeguati, una via rapida verso il cedimento tecnico. Questa guida spiega cos’è il movimento, chi è pronto a eseguirlo, come riscaldarsi, come costruire le sedute intorno ad esso e di cosa ha davvero bisogno un box in sala per farlo eseguire in sicurezza.
Cos’è il devil press
Il devil press combina un burpee con manubri e una spinta esplosiva sopra la testa. La sequenza carica contemporaneamente treno superiore e inferiore, richiamando capacità cardiovascolare, potenza e coordinazione. Sembra semplice e non lo è: richiede un concatenamento fluido e una sincronizzazione precisa tra gambe, anche, schiena, spalle e braccia.
Il movimento è nato nei box CrossFit e si è rapidamente imposto come standard ad alta intensità. Riproduce uno schema motorio naturale: scendere per afferrare il carico, arretrare per la flessione, risalire in un solo gesto e spingere verso l’alto. Il suo valore sta nel modo in cui unisce esplosività, resistenza muscolare e capacità cardiorespiratoria in una sola ripetizione.
Esistono varianti: manubrio singolo o alternato, tempo rallentato, lavoro pliometrico aggiunto. Tutte mantengono la stessa esigenza di posizione sotto fatica.
Chi è pronto e chi non lo è
Il devil press non è un movimento di iniziazione. Corrisponde ad atleti che già padroneggiano separatamente il burpee e lo swing o strappo con manubrio, con una meccanica pulita in entrambi. Prima di programmarlo, verificate che l’atleta abbia una base solida nei fondamentali: squat, piegamenti e stacco da terra leggero. Sono questi i requisiti che rendono l’esecuzione sicura e non solo intensa.
Il carico va mantenuto moderato. Non è prudenza di principio: il devil press genera molta fatica e la tecnica è la prima cosa a degradarsi. Un carico che sembra conservativo alla prima ripetizione è spesso quello corretto alla ventesima.
Riscaldamento preliminare
Un riscaldamento mirato protegge le articolazioni e migliora la prestazione. Iniziate con cinque-dieci minuti di cardio leggero (vogatore, cyclette o corsa). Aggiungete mobilità articolare dinamica: cerchi d’anca, rotazioni di spalla, mobilità toracica. Proseguite con serie leggere di goblet squat, burpee senza carico e swing con kettlebell, che preparano la muscolatura specifica e il sistema nervoso alla sequenza successiva.
Formati di programmazione efficaci
I WOD con devil press si costruiscono generalmente come AMRAP, EMOM o for time, e ogni formato mette alla prova qualcosa di diverso. L’AMRAP premia la gestione del ritmo, l’EMOM lo impone, il for time rivela se la tecnica sopravvive alla fatica. Due esempi:
Inferno Press. Cinque round for time: 8 devil press con un carico moderato, ad esempio 16 kg, 12 goblet squat e 400 m di corsa. L’obiettivo è l’esplosività e la resistenza a sforzi ripetuti mantenendo una richiesta cardiovascolare elevata.
Devil Ladder. EMOM 12. Minuti dispari: 5 devil press. Minuti pari: 10 swing con kettlebell. L’obiettivo è la capacità di recupero attivo e la stabilità del core sotto fatica.
Mantenete un volume totale contenuto rispetto al resto dei movimenti della seduta. Una scala discendente ad alto numero di ripetizioni costruita solo con devil press genera un volume che pochi atleti completano mantenendo posizioni accettabili, e l’allenatore che la programma passerà la seduta a sorvegliare la tecnica invece che a insegnarla.
Chiavi di allenamento che cambiano il risultato
La tecnica prima del carico: un movimento pulito rende di più nel corso di un ciclo rispetto a uno più pesante che degrada. Variate il tempo, rallentando la discesa e mantenendo l’esplosività in salita. Integrate lavoro sul core, plank e hollow hold, perché è la stabilità del tronco a sostenere la posizione sopra la testa a fine round.
Il recupero fa parte del programma, non è un’aggiunta. Lasciate almeno quarantotto ore tra due WOD impegnativi di devil press, integrate sedute di mobilità e stretching leggero e considerate le sette-nove ore di sonno a notte come la base della rigenerazione muscolare.
Di cosa ha bisogno un box in sala
Il devil press richiede poca attrezzatura e molto spazio. Servono manubri con abbastanza scaglioni di peso perché una classe si carichi con precisione e non in modo approssimativo, e serve una pavimentazione che resista al contatto ripetuto dei manubri. Una piastrella da allenamento generico non è lo stesso prodotto di una piastrella da sollevamento pesi, e usare la prima dove serve la seconda è un risparmio illusorio che si paga nel giro di una stagione.
Definite spazi di circolazione sufficienti tra le postazioni, così che un burpee a fine round non lasci un atleta sotto la traiettoria del vicino. Quando il devil press si integra in una seduta funzionale più ampia, conta anche la struttura che la circonda: consultate la nostra gamma di gabbie di CrossFit e Hyrox.
Tutta l’attrezzatura da interno di un’installazione aperta a terzi deve rispettare la norma EN ISO 20957-1 classe S, prevista per un uso continuo in ambienti commerciali supervisionati. La classe I è una classe professionale ad accesso inclusivo, non un livello superiore alla classe S.
Domande frequenti
Il devil press è adatto ai principianti?
Non come primo movimento. Va introdotto quando il burpee e lo swing o strappo con manubrio vengono eseguiti separatamente in modo pulito. Gli allenatori di solito lo scalano riducendo carico e ripetizioni piuttosto che cambiando il movimento.
Quale carico conviene usare?
Un carico moderato. Il devil press si giudica dalla qualità dell’ultima ripetizione, non della prima, e il carico corretto è quello che permette una posizione pulita sopra la testa sotto fatica.
Con che frequenza si può programmare?
Con moderazione, lasciando almeno quarantotto ore tra sedute impegnative. È un movimento costoso in termini di recupero e compete con tutto il resto della settimana.
Che attrezzatura serve per una classe di dodici persone?
Coppie di manubri su più carichi, pavimentazione della zona di caduta e spazio libero sufficiente per atleta per il burpee e la fase sopra la testa. Il numero deriva dalla dimensione della classe, non dai metri quadrati della sala.
L’attrezzatura professionale corrispondente
Le nostre gabbie crossfit e hyrox
Scopri la gamma completa: gabbie di CrossFit e Hyrox.
À lire aussi sur le même thème
- Top Revêtements de Sol pour Entraînement Cross Training, Crossfit et Hyrox
- Hyrox: il fenomeno fitness in crescita e come aprire una palestra dedicata
- Équiper une box de cross training (CrossFit & HYROX) – matériel, plan d’aménagement, normes et méthode pro
- Dimensionare un rig CrossFit: rack, gabbia o rig secondo la capienza reale



